Adolescenza e Genitorialità

Il più delle volte è in ambito scolastico che possono emergere i primi segnali di disagio da parte del bambino o del ragazzo. Tuttavia anche a casa si instaurano dei circoli viziosi fra genitori e figli che portano e creare ed alimentare situazioni problematiche.

I genitori e le figure adulte di riferimento – gli insegnanti, l’allenatore, … – prima colgono questi segnali di disagio prima aiutano il bambino/ragazzo a risolvere tali difficoltà.

Di seguito alcuni dei principali disturbi e problematiche legate all’infanzia e all’adolescenza.

Adolescenza e Genitorialità

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Già a partire dalla tenera età, si osserva una opposizione alle regole, un linguaggio poco garbato e una irascibilità molto accentuata. Inoltre si evidenziano diversi comportamenti: perdita di controllo, opposizione nel rispettare le regole, fastidio agli altri, collera, dispetti agli altri – adulti o pari età- è vendicativo. Durante l’adolescenza si assiste ad un comportamento simile o uguale accompagnato anche da violenza.

Il bambino non vuole andare a scuola e in particolare non vuole separarsi dalla mamma o dal papà e quindi piange e protesta. Nel caso dell’adolescenza, si tende ad evitare le situazioni sociali,e a chiudersi in se stessi, ricercando aiuto negli altri.

Questo disturbo si caratterizza per il rifiuto da parte del bambino/adolescente di parlare.Pur comprendendo il linguaggio e sentendo le parole declina di parlare.

Il bambino è tranquillo, silenzioso, s’impegna nei compiti senza eccellere, è obbediente e non disturba. Il disturbo si evidenzia soprattutto in adolescenza. In particolare l’adolescente si isola, ha scarse amicizie, si chiude in se stesso.

Questa problematica si caratterizza per le difficoltà, a casa e a scuola, di distrazione e concentrazione. Il bambino/ragazzo fa fatica a stare seduto, si alza in continuazione, non riesce ad aspettare il proprio turno, disturba i propri compagni.

Ognuno di noi in riferimento alla propria carriera scolastica, potrebbe descrivere difficoltà scolastiche in cui l’ansia, la preoccupazione ed altre emozioni lo hanno costretto al cosiddetto “blocco dello studente”.
Dobbiamo però distinguere le difficoltà che si incontrano in un’interrogazione, nella preparazione di un esame, dalle situazioni che si trasformano in problemi strutturati e persistenti nel tempo. In questi casi la vita scolastica si trasforma in un vero e proprio “inferno” all’interno del quale lo studente non riesce a trovare una via d’uscita e vi rimane intrappolato, senza riuscire a trovare alternative possibili.

Vengono trattate le seguenti problematiche di blocco scolastico e di studio:

  • stili e modalità di studio poco efficaci;
  • eccesso di perfezionismo: un controllo eccessivo che porta ad una perdita di controllo;
  • “panico da esame”: paura e ansie connesse ad un’interrogazione, un esame;
  • rabbia e delusione ad esempio nel non riuscire a superare un esame o nel non riuscire ad ottenere la sufficienza in un’interrogazione;
  • mancanza di obbiettivi e demotivazione.

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